La Fiat alla “scoperta” della Cina

lug  09
6

2222L’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, ha trovato l’accordo con i dirigenti della società cinese Gac, Guangzhou automotive company, per la creazione di una nuova joint venture industriale. L’intesa è stata raggiunta a Villa Madama durante l’incontro tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il presidente della Repubblica Popolare cinese, Hu Jintao. Secondo l’accordo, dalla seconda metà del 2011, inizierà la produzione di auto e motori Fiat presso un nuovo stabilimento che verrà costruito nella città di Changsha, capitale della provincia dello Hunan. La prima vettura italiana che verrà immessa sul mercato cinese sarà la “Linea”, berlina del segmento C. All’inizio la joint venture sarà capace di produrre 140.000 auto e 220.000 motori all’anno, con un incremento successivo che garantirà una capacità di  250.000 vetture e 300.000 motori. Questo il commento  del presidente della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo: “È una tappa importante con un partner molto forte, nel percorso di internazionalizzazione della Fiat e delle sue tecnologie”


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3 risposte a La Fiat alla “scoperta” della Cina

  1. andrea scrive:

    e allora perchè non paga i fornitori italiani.
    Perchè mettere in ginocchio migliaia di operai….

  2. andrea scrive:

    Io credo non sia onesto fare i grandi e potenti e poi maltrattare al riparo dagli occhi esteri i fornitori nazionali.
    In questo l’allenza ha senso perchè Fiat non stabilisce dei rapporti di fornitura, ma un vero e proprio regime !

  3. lucio scrive:

    tanto più che dopo aver fatto i piagnoni chiesto soldi alle banche (solo S.PAOLO 1MLD secco) soldi allo stato, contributi alla CE etc etc.etc… appena possono le aziende del gruppo comprano sotto costo in CINA, INDIA e EST EUROPA.
    Poi ti piazzano una 500 Abarth a 22.000 €

    I fornitori italiani servono per risolvere i picchi, ma tanto poi nn li pagano!

    Siamo proprio un popolo di babbaloni!

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